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Esperienze al  NIDO

SULLE EMOZIONI

Dal Diario Personale dell'Educatrice Sonia Costanzi, dell'Asilo Nido "Orsa Maggiore

"…Devo essere sincera, certe volte ho dubitato di poter arrivare al raggiungimento di certi obiettivi, ma la determinazione, la fantasia, la creatività e la passione per questo lavoro mi hanno aiutato tanto. Quest'anno il progetto sulle emozioni è stato più completo di quello dell'anno passato. Oltre alle tecniche già usate (le carte delle 5 figure emozionali, le carte delle famiglie, la tombola delle faccine, il colore-emozione) abbiamo inserito cose nuove, come il disegno del visino nelle diverse espressioni emozionali… e la drammatizzazione della storia della Farfallina Triste, attraverso delle basi musicali….. Ricordo di avere raccontato la storia della farfallina ai bambini senza musica e di non avere suscitato in loro particolare interesse.

    Poi, invece, trovate le musiche "giuste" e collocatele nelle diverse situazioni del racconto, i bambini rimanevano più attenti e partecipi. E' chiaro che in questo percorso emozionale, bisogna innanzitutto, mettersi "noi" in gioco…. Ho raccontato loro che quando ero piccina avevo tanta paura del buio e se mi svegliavo e non c'era la luce mi spaventavo e facevo così….! Rebecca risponde subito "Io …Sosò,. ho paura dei troni quando scoppiano… bum..che paura!". "Anch'io del buio" risponde Monica "Io del lupo!", dice Riccardo. "Anche della macchina che va forte! Io c'ho paura che me piglia sotto!", replica Rebecca….

    Un giorno chiesi ad Eleonora, una bambina di tre anni, di disegnarmi il visino spaventato…Prese subito il foglio, dove io precedentemente avevo disegnato un ovale, e una matita nera. Iniziò… e una volta finito lo guardò e poi mi disse "Sosò, questo non è spaventato, è triste!!" Era proprio così!!!!… Così prese un altro foglio e mi disse "Adesso faccio il bambino spaventato". Incredula, stetti a guardare: il visino che uscì fuori era perfetto. Aveva fatto due occhi sbarrati, tondi tondi e la bocca, un cerchio! Ero commossa e piena di soddisfazione: quella piccola bimba non solo aveva disegnato perfettamente quello che io le avevo chiesto, ma la cosa stupefacente, era che era riuscita a notare l'espressione sbagliata, identificarla come tale e a sua volta correggerla. Grazie Eleonora!!"

    Dalla Relazione finale delle Educatrici del Nido "Lilliput"
    "… Giada ad esempio ha fatto la faccia arrabbiata dicendoci "Sono arrabbiata con la mamma perché stamattina mi ha tolto la palla". Caterina è arrivata una mattina all'asilo dicendo "Oggi sono felice perché stamattina sono venuta con mamma e papà!" …. Caterina è stata addirittura capace di disegnare la felicità riproducendo da sola l'ovale, gli occhi, il naso e la bocca sorridente. Due bambine, quando è stato chiesto loro di riprodurre la tristezza, hanno disegnato tante goccioline. L'Educatrice ha chiesto cosa rappresentassero e le bambine hanno risposto che erano le lacrime di un bimbo che piange…. Le lacrime sono diventate il mezzo per rappresentare questa emozione, generalmente associata a colori scuri. Un'emozione che molto è piaciuta ai bambini è stata la faccia arrabbiata, che è stata rinominata dai bambini stessi "la faccia brutta"… L'associazione di tirare fuori la lingua e associarla ad un qualcosa che non piace ha fatto capire il vero significato del disgusto. Un giorno abbiamo fatto assaggiare ai bambini il sale e tutti hanno detto "Bleah, che schifo!" Caterina, dotata di un linguaggio ben sviluppato ha spiegato al padre quello che accadeva all'asilo, la mattina durante questa attività e gli ha chiesto di rifarlo insieme la sera dopo cena. Il padre poi la mattina riportava le proprie impressioni presso di noi, soddisfatto delle conoscenze che la sua bambina stava sviluppando…."

    Dalla Relazione finale delle Educatrici del Nido "Gianni Rodari"
    "…..Il linguaggio usato dalle insegnanti nell'ambito delle emozioni è sempre stato molto preciso e puntuale (il disgusto, ad esempio, veniva chiamato disgusto sebbene fosse una parola " difficile"), tanto da entrare nel linguaggio corrente dei bambini stessi, sia nel racconto del loro vissuto, sia nelle conversazioni occasionali. Inoltre, i bambini si invitavano a vicenda ad assumere un'emozione più piacevole, ogni qualvolta quella espressa non era di loro gradimento. Ad esempio, Leonardo dice a Greta: "Sei brutta con la faccia arrabbiata". Greta urla: "Io non sono brutta!" E Leonardo: " E allora fa la faccia contenta!" Oppure, rivolgendosi alle maestre un po' arrabbiate per qualche sua birichinata, Leonardo dice: "Sei arrabbiata? Fai la faccia contenta!"………….. Per rendere più comprensibile il lavoro svolto, raccontiamo i momenti più significativi delle esperienze proposte ai bambini, le reazioni, i loro dialoghi, i loro commenti ecc..

    TRISTEZZA

    "Ai Bambini veniva chiesto: "Quando sei triste?".

    Risposte:

    • Greta: "Quando non c'è la mamma".

    • Veronica: "Quando torno a casa".

    A proposito di questa emozione, che non è tra le più gradite, riportiamo alcuni episodi.

    • Veronica, arrivando al nido, si avvicina alla sua maestra e dice: " Oggi sono triste perché la nonna è partita".

    • Sofia B. in un momento di disperazione piange e strilla; Matteo le si avvicina e le mostra la riproduzione della faccina infelice. Sottolineiamo che Matteo è più piccolo rispetto agli altri (28 mesi) e ancora verbalizza poco.

    RABBIA

    • Greta seduta in mezzo alla stanza con gambe accavallate e braccia conserte dice: "Sono arrabbiata"! Invitata a sorridere ribadisce: "Non posso, sono proprio arrabbiata".

    • Leonardo, dovendo disegnare i fiori della primavera, ha tracciato sul foglio delle linee nere, dicendo: "I fiori non li ho fatti per niente, perché sono arrabbiato". Il tono della voce era pari alle sue parole.

    • Sofia E. e Leonardo, giocando con il cavallino a dondolo, si sono soffermati nell'osservare l'espressione del cavallino, dicendo: "Che dici, è arrabbiato?" "Si, si, è arrabbiato".

    FELICITA'

    • Leonardo, mentre prende i colori per la pittura, li nomina e dice: "La felicità verde, la felicità rossa, la felicità gialla…" Mentre stende il colore sul foglio aggiunge: "Senti, senti il rumore? E' la felicità".

    • Anna Giulia dice: "Io ho disegnato la festa, evviva, evviva".

    • Caterina, mentre riproduce graficamente la faccina felice dice:" Sono felice quando vado a casa".

    • Veronica: "Sono felice quando vedo il papà".

    • Benedetta non parla, ma alla domanda: "Quando sei felice"? Lei risponde con un sorriso.

    • Lorenzo, mentre disegna sorride e dice: "Sono felice quando c'è la mamma Stefania".

    • Leonardo: "ADESSO SONO FELICE!!!!"

    Queste testimonianze sono state pubblicate in
    Carmela Lo Presti - Barbara Quadernucci - L'ALLENAMENTO EMOTIVO PER I NOSTRI BAMBINI NEI NIDI, A SCUOLA, A CASA a partire dai 2 anni - Vol.1 - Documentazioni - Edizioni Era Nuova - 2004

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