UN PONTEDa Goleman nel suo celebre INTELLIGENZA EMOTIVA abbiamo imparato che per analfabetismo emotivo si intende * la mancanza di consapevolezza e quindi di controllo e di gestione delle proprie emozioni e dei comportamenti ad esse connessi * la mancanza di consapevolezza delle ragioni per le quali ci si sente in un certo modo * l’incapacità a relazionarsi con le emozioni altrui – non riconosciute e non rispettate – e con i comportamenti che da esse scaturiscono. E ancora dalle sue ricerche sappiamo che esso è diffuso nei bambini, nei ragazzi e nei giovani che studiano, a prescindere dal loro quoziente di intelligenza, e nei giovani che lavorano e negli adulti, anche a prescindere dalla professione esercitata e dal livello culturale raggiunto. Se adesso diamo uno sguardo alla nostra società, e in particolare al settore della Scuola o a quello della Sanità, possiamo renderci conto che l’Alfabetizzazione Emotiva non è ancora un obiettivo primario né rispetto all’educazione alla relazione e alla comunicazione, né rispetto alla salute psico-fisica, e che nessuna campagna di Alfabetizzazione Emotiva è stata ancora promossa né in un settore, né nell’altro, diversamente da ciò che è stato fatto in passato, invece, per vincere l’analfabetismo tout court. Ma se non sono ancora maturi i tempi per una campagna sociale di massa che possa alfabetizzare emotivamente, sono ormai maturi i tempi :
Le Proposte Educative che fanno parte del Progetto FOR MOTHER EARTH® per la Scuola e la Formazione sono il risultato di diciotto anni di Ricerca sia teorica che esperienziale che ho portato avanti con Bambini dal Nido in su, con Ragazzi e con Giovani, con i loro Insegnanti ed Educatori, con Genitori, con Operatori sociali. Tali Proposte non hanno assolutamente la pretesa di risolvere tutti i problemi che i Bambini, i Ragazzi e i Giovani vivono all’interno della Scuola o della famiglia, o di renderli improvvisamente e magicamente saggi e rispettosi di se stessi, degli altri e del Pianeta. Credo fortemente, però, che tali proposte siano un contributo e uno strumento efficace per prevenire i disagi e i problemi che nascono:
Tratto da Carmela Lo Presti – Barbara Quadernucci – L’ALLENAMENTO EMOTIVO PER I NOSTRI BAMBINI, AL NIDO, A SCUOLA, A CASA DALL'ETÀ DI 2 ANNI in CD-rom – Vol.1 – Edizioni Era Nuova - 2005
INTERVENTISpazio aperto a tutti coloro che vogliono condividere un pensiero, un’esperienza, una ricerca (sotto forma di articolo breve), su Emozioni, Intelligenza Emotiva, Psicologia Positiva, Programmazione Neuro Linguistica, Scuola, Formazione…, sia in qualità di esperti che di diretti interessati. Inviate via e-mail a Barbara SORRIDERE CI FA BENE? Vi siete mai chiesti quando impariamo a sorridere? Osservando i neonati si è visto che la maggior parte di loro imparano a sorridere già a due mesi dalla nascita. C’è chi afferma addirittura, come l’ostetrico britannico Stuart Campbell, che i bambini sorridano addirittura nell’utero materno. La cosa più curiosa è che sembra sia stato osservato che solo i primi sorrisi del bambino sono realmente sinceri e autentici, rimanendo tali fino al compimento del quarto anno di età, dopodichè il sorriso può assumere anche altri significati come, ad esempio, la falsità che nasce dall’arte del mentire per gioco. Purtroppo è nell’età adulta che si tende a sorridere sempre di meno. Anche in questo caso il sorriso assume significati diversi, infatti, si tende più che altro a ridere sguaiatamente, sghignazzare, rumoreggiare. Ovviamente, queste tipologie di sorriso non sono funzionali allo star bene e non ci aiutano ad ottenere i benefici psicofisici. Ma perchè sempre più spesso si sente dire che il sorriso ci aiuta a vivere meglio? Anche se la maggior parte di noi può essere d’accordo con tale affermazione, quello che risulta difficile è farlo! Troppi pensieri, troppe decisioni da prendere oppure poco tempo, poca voglia, pochi motivazioni. Forse qualche dato sulla salute potrebbe aiutarci a trovare qualche “stimolo” in più. ESISTE UNA RELAZIONE TRA EMOZIONI E SALUTE? Secondo la psicocardiolgia, scienza che studia le connessioni profonde tra le emozioni e sistema cardiovascolare: si, esiste una forte relazione tra le emozioni che proviamo e il nostro benessere psicofisico! Emozioni negative e stressanti possono, infatti, favorire l’insorgere di malattie patologiche. Partendo da queste considerazioni gli studiosi hanno, quindi, cercato di rispondere anche ad un secondo quesito, ovvero: buonumore e ottimismo, possono rappresentare una buona linea di prevenzione e di cura? Karen Matthews, psicologa dell’università di Pittsburgh, condusse uno studio su 209 donne sane in condizione di post-menopausa e scoprì che le più ottimiste tra loro avevano un ispessimento delle arterie carotidee molto basso, intorno all’1%, mentre le donne pessimiste avevano un ispessimento carotideo del 6,5%: l’ottimismo aveva prodotto un effetto benefico sull’organismo e rallentato la progressione dell’aterosclerosi. Le ricerche condotte sulla risata si sono dimostrate ugualmente interessanti, dimostrando alla fine che anche ridere può essere un buon metodo preventivo contro gli attacchi d’infarto. Il dottor Michael Miller, della facoltà di medicina dell’università del Maryland, osservò, in uno dei suoi studi, che la visione di un film divertente, per 15 minuti, produceva un effetto benefico sul sistema cardiovascolare, pari a quello di un esercizio aerobico. La risata, seguita alla visione del film comico, aveva prodotto, su 19 dei 20 partecipanti, una dilatazione dei vasi sanguigni del 22% più rapida del solito. Ecco perché la medicina ci consiglia di dedicare più tempo al sorriso. Pensate: basterebbero almeno 15 minuti al giorno di sana risata a far sì che il nostro organismo stia meglio ed ottenga effetti benefici, come: · un aumento dell’ossigenazione del sangue · ricambio della riserva d’aria nei polmoni · stimolazione e produzione di serotonina ed endorfine · stimolazione e produzione di anticorpi · miglioramento del tono muscolare addominale · i movimenti del diaframma aumentano l’irrorazione sanguigna degli organi interni UN ESPERIMENTO CHE FA “SORRIDERE”! Per sconfiggere la paura dovuta allo scoppio delle bombe del 7 luglio 2005, venne organizzata a Londra, sette settimane dopo gli attentati, una mostra in cui si potevano ammirare trentacinquemila foto di persone sorridenti. L’iniziativa ebbe un grande successo scatenando gli applausi e l’approvazioni di molti londinesi. Nelle recensioni della mostra venne messo in luce che il sorriso è il primo segno d’intelligenza dell’homo sapiens e uno dei fattori che lo distinguono dagli animali (tranne le scimmie, le quali hanno la capacità di sorridere). A confermare gli studi già descritti si aggiunse anche quello del dott. David Lewis che stabilì come le emozioni prodotte in noi quando qualcuno ci sorride e quando noi ricambiamo il sorriso, comportino cambiamenti chimici nel cervello. Sembra, quindi, ormai certo: sorridere crea conseguenze cerebrali che ci permettono di migliorare il ricordo di determinati eventi, ci rendono più ottimisti, motivati, resistenti al dolore e soprattutto ci consentono di mostrarci più positivi verso la vita. Insomma: sorridere fa bene alla salute! Il consiglio è, quindi, allenare il proprio ottimismo e buonumore, ma con Intelligenza Emotiva: sorridere in modo autentico e sincero! Essere ottimisti non vuol dire pensare che andrà sempre tutto bene, ma sapere di avere un’alternativa, scorgere possibilità dove non sembra ce ne siano: sorridere anche quando si pensa di avere poche ragioni per farlo! A noi non resta che augurarvi di iniziare il prima possibile! Fonti: Anne Underwood, La Repubblica, lunedì 10 ottobre 2005 Ekena Dusi, Enrico Franceschini e Marco Lodoli La domenica di Repubblica, 28 agosto 2005 a cura di Arianna Vincenzi Ricevuto da Italia.6seconds.org
ULTIMISSIMEAlla pagina www.intelligenzaemotiva.it/tesi.htm abbiamo pubblicato la Tesi di Laurea per il Master di I livello “Infermieristica nell’assistenza territoriale e sanità pubblica”Il ruolo dell’Intelligenza Emotiva come competenza personale e sociale nella promozione della salute nella comunità --> di Marco Bracciotti -->
Questo spazio gratuito vuole contribuire a valorizzare lo Studio e la
Ricerca compiuta da giovani in gamba: quello che hanno da dire e vogliono
condividere spesso è poco considerato, e questo è un vero peccato in quanto
la loro ricerca potrebbe arricchirci tutti. Altre Tesi saranno
pubblicate nei prossimi mesi. Maggiori informazioni sulle modalità da seguire per l’invio dei manoscritti alla pagina http://www.intelligenzaemotiva.it/tesi.htm Visitaci su www.intelligenzaemotiva.it
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Studio dott.sa Carmela Lo Presti |
dott.sa Barbara Quadernucci |
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Educational Center FOR MOTHER EARTH®
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