Glossario:
LA STRUTTURA DELL’ INTELLIGENZA EMOTIVA NEL MODELLO FOR MOTHER EARTH®

una risorsa fondamentale per la salute intesa come sviluppo delle potenzialità umane
e per l'evoluzione spirituale degli esseri umani

Il concetto di Intelligenza Emotiva nacque nel 1990 ad opera di due Psicologi, Peter Salovey e Jonh Mayer[1], che in un famoso articolo la definirono – per la prima volta in termini ufficiali – come la “capacità di monitorare e dominare le Emozioni proprie e altrui e di usarle per guidare il pensiero e l'azione”.
Questa definizione mette insieme l’idea che l’emozione è in grado di rendere i processi di pensiero più intelligenti con l’idea che si possa pensare alle emozioni come a qualcosa che ha una qualche razionalità intrinseca (come qualcosa di intelligente). In questo senso non solo
le emozioni non disturbano l’efficace approccio razionale alla risoluzione dei problemi, ma al contrario permettono di interrompere l’azione diretta ad un obiettivo, per spostare l’attenzione e focalizzarla su qualcosa di vitale importanza per l’individuo: in questo senso le EMOZIONI FORNISCONO IMPORTANTI CONOSCENZE SULLA RELAZIONE DELLA PERSONA CON IL MONDO ESTERNO.La definizione di Intelligenza Emotiva di Peter Salovey e Jonh Mayer si articola in 16 abilità, raggruppabili in 4 categorie (vedi TABELLA):

1.      Percezione , valutazione (appraisal) ed espressione delle emozioni
La capacità di riconoscere correttamente le informazioni emotive verbali e non verbali in se stessi e negli altri e quella di esprimerle è fondamentale per poter sviluppare una buona Intelligenza Emotiva, perché “la percezione emotiva comporta immatricolazione”.
Per questo è poco utile portare l’attenzione altrove ogni volta che emergono sentimenti sgradevoli, perché si perde una grande occasione per imparare qualcosa in più sul proprio mondo emotivo e su quello di chi ci sta intorno.

2.      Facilitazione emozionale del pensiero: cioè usare le emozioni per facilitare il pensiero
Le Emozioni entrano a far parte del sistema cognitivo sia come sentimenti pensati, come nel caso in cui qualcuno pensi: "Io sono un po’ triste adesso”, sia come nelle percezioni alterate di una persona triste che pensa: "Sono inutile”. Questo aspetto dell’ Intelligenza Emotiva si riferisce alla capacità di sfruttare le Emozioni nella risoluzione di problemi, nel ragionamento, nel prendere decisioni e nei momenti creativi.
Il pensiero può essere disgregato da Emozioni come l’ansia e la paura, mentre Emozioni come la serenità o la curiosità possono aiutare a “mettere ordine” nel sistema cognitivo che potrà così dedicarsi a ciò che è importante e concentrarsi su quello che fa stare meglio.

3.      Comprensione e analisi delle emozioni: coinvolgimento della conoscenza emotiva
Dato che le Emozioni formano un ricco e complesso sistema di simboli, capire le Emozioni significa saper rielaborare a livello cognitivo il proprio e l’altrui sistema emozionale: cioè essere capaci di identificare le Emozioni con le parole corrispondenti, riconoscere le relazioni fra i vocaboli del lessico affettivo e tra i componenti delle famiglie emotive che sono insiemi sfocati (non c’è un confine netto tra irritazione e rabbia!), capire i significati delle Emozioni sociali (vergogna e senso di colpa) e di quelle complesse (come l’alternarsi di rabbia ed euforia  al culmine dei giochi di lotta dei bambini col papà), capire in che relazione sono più Emozioni tra di loro e come si modificano col tempo.

4.      Regolazione consapevole delle emozioni che promuove la crescita emozionale e intellettiva
Gestire le Emozioni significa saper “utilizzare” e convivere con le Emozioni proprie e degli altri.

Queste 16 abilità vanno dai processi psicologici più semplici e basilari ai processi psicologici più complessi e integrati (vedi TABELLA: gruppi da 1 a 4).
All’interno di ciascuna categoria, poi, l’acquisizione delle abilità procede secondo il grado di sviluppo che ogni individuo raggiunge con il procedere dell’età (dalle acquisizioni più precoci, es. 1.a ; 2.a; a quelle che richiedono maggiore maturazione individuale es. 1.d. e 2.d.).

Leggendo il diagramma sotto illustrato, in questa prospettiva (dal basso verso l’alto, procedendo

dal raggruppamento 1 al raggruppamento 4) e da sinistra a destra (dalle abilità “a” alle abilità “d”) si giunge alla comprensione dello sviluppo dell’Intelligenza Emotiva nel suo complesso, nella visione dei due Psicologi.
 
4 Regolazione consapevole delle emozioni che promuove la crescita emozionale e intellettiva
4.a Capacità di mantenere aperta la possibilità di provare emozioni, sia quelle che sono piacevoli sia quelle che sono spiacevoli.

 


 

 

4.b Capacità di
rimanere coinvolti (o prendere le distanze) da un’emozione, in modo consapevole, sulla base di quanto si ritenga che essa possa essere utile o apporti informazioni.



 

 

4.c Capacità di
monitorare riflessivamente le emozioni riguardanti se stessi e gli altri in modo tale da riconoscere quanto esse siano chiare, tipiche, influenti o ragionevoli

 

 

4.d Capacità di
gestire le emozioni in se stessi e negli altri, moderando quelle negative e mantenendo quelle positive senza reprimere o esagerare l’importanza delle informazioni che esse sono in grado di veicolare.

 

P

S

A

B

 

3 Comprensione e analisi delle emozioni: coinvolgimento della conoscenza emotiva
3.a Capacità di
dare un’etichetta verbale alle emozioni e riconoscere la relazione tra le parole e le emozioni stesse, come, ad esempio, la relazione tra le parole piacersi e amarsi (liking and loving).

 

3.b Capacità di interpretare i significati che le emozioni veicolano nelle situazioni relazionali, come, ad esempio, la tristezza che spesso accompagna le situazioni di perdita.



 

3.c Capacità di comprendere le emozioni complesse: sentimenti simultanei di amore e odio, o combinazioni di emozioni come, ad esempio, lo spavento che è una combinazione di paura e sorpresa.

 

3.d Capacità di riconoscere possibili transizioni tra diverse emozioni come, ad esempio, la transizione dalla rabbia alla soddisfazione, o dalla rabbia alla vergogna.

 

 

L

F

E

G

 

2 Facilitazione emozionale del pensiero 
2.a Capacità di
 lasciare che le emozioni svolgano la propria naturale funzione: rendere prioritario un pensiero dirigendo l’attenzione su informazioni importanti.

 

 

2.b Capacità di: accedere alle emozioni in modo sufficientemente vivido e disponibile da poterle generare volontariamente come aiuto ai processi di giudizio -e di memoria di quegli aspetti che hanno a che fare con i sentimenti.

 

2.c Capacità di contrastare lo stato emotivo/umore, responsabile del normale slittamento della prospettiva individuale da ottimistica a pessimistica prendendo in considerazione una molteplicità di punti di vista.

 

2.d Capacità di avere un approccio differenziato ai problemi specifici sulla base dei differenti stati emotivi come, ad esempio, quando la felicità favorisce il ricorso al ragionamento induttivo ed alla creatività.

 

 

M

D

C

R

 

1 - Percezione , valutazione (appraisal), ed espressione delle emozioni

1.a Capacità di
 identificare
le proprie emozioni:
nel proprio stato fisico,
nel proprio vissuto
e nei propri pensieri.

 

 

 

1.b Capacità di identificare le emozioni nelle altre persone, nei disegni, nelle opere d’arte, ecc…, attraverso il linguaggio, i suoni e le immagini.

 

1.c Capacità di esprimere le emozioni in modo appropriato e di esprimere i bisogni correlati a tali emozioni.

 

 

1.d Capacità di discriminare tra espressioni delle emozioni appropriate e inappropriate e tra espressioni sincere e non sincere.

 

I

O

U

H

 

Secondo FOR MOTHER EARTH® il limite dell’approccio di Salovey e  Mayer è rappresentato dal concetto  che l’Intelligenza Emotiva non può essere insegnata, proprio perché, per definizione, non si può “insegnare un’intelligenza”.

 Fu nel 1995 che Daniel Goleman rese popolare il concetto di Intelligenza Emotiva definendola:

“la capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare” [2]

modificando definitivamente il modo di vedere il ruolo delle Emozioni per la salute e il benessere, nella vita di tutti i giorni, sul lavoro ed in ambito educativo.

La struttura dell’Intelligenza Emotiva nel Modello FOR MOTHER EARTH®

 L’Intelligenza Emotiva nel Modello FOR MOTHER EARTH® è una risorsa fondamentale per la salute, intesa come sviluppo delle potenzialità umane, e per l’evoluzione spirituale degli esseri umani. 

Ho ripreso lo Schema che segue da D. Goleman (LAVORARE CON INTELLIGENZA EMOTIVA – BUR) e l’ho modificato[1], anche nell’impostazione delle Tabelle, attraverso l’integrazione di elementi tratti da D. Goleman, R. E. Boyatzis, A. Mckee ESSERE LEADER – BUR, su cui ho innestato 

  • Termini e definizioni ripresi per intero o modificati dagli Studiosi e Ricercatori Salovey e Mayer;
  • Termini e definizione nuove, segnalate in rosso

 Esaminiamo da vicino la Struttura dell’Intelligenza Emotiva a cui fa riferimento il Modello FOR MOTHER EARTH®.

Intanto, nell’ambito delle relazioni, distinguo 2 macro contesti relativi all’Intelligenza Emotiva:

1) la relazione con se stessi

2) la relazione con tutti gli altri esseri viventi, compreso il Pianeta in toto

 

All’interno di ognuno di questi macro contesti, le competenze specifiche dell’Intelligenza Emotiva vengono raggruppate in 2 macro sfere:

A) LA COMPETENZA PERSONALE,

all’interno della quale si trovano le capacità che determinano il modo in cui controlliamo noi stessi, nel contesto della relazione con noi stessi.

 Fanno parte delle competenze personali 2 macro gruppi di capacità:

La Consapevolezza di sé, che raggruppa 8 capacità

L’Autocontrollo (Padronanza e Gestione di sé), che raggruppa 9 capacità

 B) LA COMPETENZA SOCIALE,

all’interno della quale si trovano le capacità che determinano il modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri, nel contesto della relazione con gli altri esseri viventi.

 

Fanno parte delle competenze sociali 2 macro gruppi di capacità:

La Consapevolezza sociale e ambientale, che raggruppa 3 capacità

La Gestione delle relazioni sia interpersonali che con le altre forme della Natura (Abilità sociali), che raggruppano 10 capacità.

 

Ognuna delle 30 capacità complessive, che allo stato attuale delle cose definiscono l’Intelligenza Emotiva, a sua volta può raggruppare al suo interno altre capacità.

Vedi più avanti la Tabella che descrive analiticamente la Struttura dell’Intelligenza Emotiva.

 

TABELLA SINTETICA DELLA

 STRUTTURA DELL’INTELLIGENZA EMOTIVA

NEL MODELLO FOR MOTHER EARTH®

 

 

2 MACRO COMPETENZE PERSONALI

 

 

 

2 MACRO COMPETENZE

SOCIALI

 

NEL

CONTESTO:
Relazione con se stessi

 

NEL

CONTESTO
Relazione con gli altri esseri viventi

 

1) Consapevolezza di sé:
8 capacità

 

2)Autocontrollo(padronanza e gestione di sé):
9 capacità

 

3) Consapevolezza sociale e ambientale:
3 capacità

 

4) Gestione delle relazioni sia interpersonali che con le altre forme della Natura (abilità sociali):
10 capacità

 


 

 

TABELLA ANALITICA DELLA

STRUTTURA DELL’INTELLIGENZA EMOTIVA

CON LE RELATIVE COMPETENZE

NEL MODELLO FOR MOTHER EARTH®

COMPETENZE PERSONALI
queste capacità determinano il modo in cui controlliamo noi stessi

NEL CONTESTO della relazione con noi stessi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.CONSAPEVOLEZZA DI SÉ:

Comporta la conoscenza dei propri stati interiori – preferenze, risorse e intuizioni

 

È costituita da
8 capacità

 

Connessione con il proprio Sé Superiore: ascolto interiore – capacità di attivare l’osservatore/testimone silenzioso –[2]

Consapevolezza del proprio stato emotivo: riconoscimento delle proprie emozioni e dei loro effetti – capacità di valutare l’appropriatezza delle proprie emozioni in un dato contesto[3] – capacità di essere in sintonia con i propri valori guida – capacità di parlare apertamente delle proprie emozioni – capacità di esprimere in modo convincente la visione ideale che ispira la propria vita – capacità di utilizzare l’intuito e le sensazioni “viscerali”

 Capacità di mantenere aperta la possibilità di provare emozioni anche spiacevoli[4]

 Capacità di contestualizzazione: capacità di mettere in relazione un’emozione con la situazione

 Capacità di riconoscere ed esprimere i propri bisogni correlati alle emozioni in atto[5]

 Capacità di rimanere coinvolti (o prendere le distanze) da un’emozione, in modo consapevole, sulla base di quanto si ritenga che essa possa essere utile o apporti informazioni[6]

 Autovalutazione accurata: conoscenza dei propri punti di forza e dei propri limiti – capacità di riconoscere in cosa si debba migliorare – capacità di accettare le critiche costruttive e i feedback – capacità di chiedere aiuto

Fiducia in se stessi: sicurezza nel proprio valore e nella proprie capacità

 

 

 

 

2.AUTOCONTROLLO

(padronanza e gestione di sé):

Comporta la capacità di dominare i propri stati interiori, i propri impulsi e le proprie risorse

 

È costituita da 9 capacità

 

Gestione delle proprie emozioni: dominio delle emozioni e degli impulsi distruttivi – capacità di incanalarli verso fini costruttivi – capacità di prendere in considerazione una molteplicità di punti di vista per contrastare lo stato emotivo responsabile dello spostamento della prospettiva individuale da ottimistica a pessimistica[7]

Trasparenza: capacità di manifestare onestà e integrità – capacità di ispirare fiducia – capacità di aprirsi agli altri rispetto a sentimenti, convinzioni e azioni – capacità di ammettere i propri errori o mancanze – capacità di opporsi a comportamenti non etici degli altri

 Coscienziosità: assunzione delle responsabilità della propria vita e delle scelte personali[8]

Motivazione[9]: capacità di usare le proprie preferenze più intime per spronare e guidare se stessi al raggiungimento dei propri obiettivi, come pure per aiutarsi a prendere l’iniziativa – capacità di essere altamente efficienti e di perseverare nonostante insuccessi e frustrazioni

 Adattabilità: flessibilità nel gestire il cambiamento, nell’adattarsi a situazioni mutevoli o nel superare gli ostacoli

 Spinta alla realizzazione: desiderio di migliorare[10] se stessi per conformarsi al proprio modello di eccellenza – capacità di fissare obiettivi raggiungibili ma stimolanti – capacità di apprendere e insegnare modalità per operare meglio

 Innovazione[11]: capacità di sentirsi a proprio agio e di avere un atteggiamento aperto di fronte a idee, approcci e informazioni nuovi

 Iniziativa: prontezza nell’agire e nel cogliere le opportunità – capacità di creare opportunità – capacità di aggirare gli ostacoli, anche piegando le regole, per creare migliori possibilità per il futuro

Ottimismo: capacità di considerare il lato positivo degli eventi – capacità di valutare la sconfitta come feedback, come lezione da imparare, come opportunità[12] capacità di aspettarsi il meglio dagli altri

COMPETENZE SOCIALI
queste capacità determinano il modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri

NEL CONTESTO della relazione con gli altri esseri viventi

 

 

 

3. CONSAPEVOLEZZA SOCIALE E AMBIENTALE:

Comporta la consapevolezza dei sentimenti, delle emozioni, delle esigenze e degli interessi altrui e la consapevolezza delle esigenze e degli interessi della Natura

 

È costituita da 3

capacità

 

Empatia: capacità di “mettersi nei panni dell’altro” – capacità di percepire le emozioni degli altri – capacità di comprendere il loro punto di vista – capacità di ascoltare attentamente gli altri – capacità di andare d’accordo con persone di formazione e culture diverse – capacità di coltivare fiducia e sintonia emotiva con un’ampia gamma di persone fra loro diverse – capacità di valutare l’appropriatezza delle emozioni altrui in un dato contesto[13]capacità di sentire le diverse forme della Natura degne di rispetto, cura e attenzione[14]

 

Riconoscimento delle emozioni: nei disegni, nelle opere d’arte, ecc…, attraverso l’utilizzo della globalità dei linguaggi. [15]

 

Compassione[16]:capacità di provare interesse amorevole e attivo per l’altro che si sta trovando in una condizione non facile – capacità di provare interesse amorevole e attivo per la Natura[17]

       

 

 

 

 

 

 

4.GESTIONE DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI E CON LE ALTRE FORME DELLA NATURA:

Comporta abilità nel suscitare[18] risposte desiderabili negli altri

 

È costituita da 10 capacità

Influenza: capacità di suscitare interesse – capacità di comunicare efficacemente il proprio punto di vista, entrando in sintonia con alcuni valori dell’altro, conseguendo approvazione e fiducia[19]

 Comunicazione: invio di messaggi chiari e convincenti attraverso la globalità dei linguaggi[20]

 Leadership: capacità di guidare e motivare gli altri

 Gestione del conflitto: capacità di capire differenti prospettive – capacità di trovare punti comuni unificanti[21] – capacità di risolvere le divergenze  

Costruzione di legami: capacità di favorire, alimentare e conservare relazioni utili

 Collaborazione e cooperazione: capacità di lavorare con gli altri verso obiettivi comuni

 Impegno: capacità di adeguarsi agli obiettivi del gruppo o dell’organizzazione[22]

 Agente di cambiamento: capacità di riconoscere la necessità del cambiamento – capacità di iniziare e dirigere un processo di cambiamento – capacità di trovare modalità pratiche per superare le barriere al cambiamento

 Sviluppo delle potenzialità altrui: capacità di percepire le esigenze di sviluppo degli altri – capacità di mettere in risalto e rafforzare le loro abilità – capacità di fornire loro il giusto feedback – capacità di essere maestri naturali degli altri

 Valorizzazione della diversità[23]: saper cogliere le opportunità offerte da persone di tipo diverso – saper cogliere le opportunità offerte da forme di vita diverse (animali, piante …)[24]

Nel Modello di Intelligenza Emotiva FOR MOTHER EARTH® si fa riferimento dunque a due Modelli fondamentali: quello di Salovey e Mayer e quello di Daniel Goleman[25], ma è la Struttura data da Goleman che ne rappresenta la base:

 

1) perché Goleman ha definito l’Intelligenza Emotiva non solo come un insieme di competenze psicologiche (quali, percezione, espressione, comprensione), ma anche come un complesso di abilità sociali, motivazionali e operative: il dire cosa ci si fa con l’Intelligenza Emotiva è parte integrante della sua definizione.

 

2) Perché è stato capace di comunicare con chiarezza a tutto il mondo occidentale – addetti ai lavori e non – che ci sono tante intelligenze[26] e che, tra tutte, l’Intelligenza Emotiva è la più significativa nella vita:

 

per la nostra salute,

per la nostro benessere,

per la nostra felicità,

per relazioni sane e appaganti,

per il successo nel lavoro,

per essere leader di se stessi e promotori di cambiamento nella società.

 

ridando, così, valore alla sfera emotiva dell’essere umano.

 

La novità fondamentale del Modello di Intelligenza Emotiva FOR MOTHER EARTH® è data dal riconoscimento della CONNESSIONE CON IL PROPRIO SÉ SUPERIORE come capacità basilare dell’Intelligenza Emotiva, che possiamo considerare un’insieme di capacità fondamentali per una buona relazione con se stessi e con gli altri. In questo senso la connessione con il proprio Sé Superiore è fondante. Nel Progetto FOR MOTHER EARTH®, obiettivo dello Sviluppo dell’Intelligenza Emotiva negli esseri umani non è soltanto promuovere cambiamenti positivi nella società, ma è anche promuovere l’evoluzione a tutto tondo dell’essere umano, compresa la sua evoluzione spirituale, che in Goleman, spesso rimane sottointesa, nonostante la sua adesione al buddismo.

 

Individui evoluti non possono che dare vita ad una società evoluta
e creare un mondo al quale le persone vogliono appartenere:
e questo è proprio quello che FOR MOTHER EARTH® vuole.

 

Gli altri due aspetti sicuramente innovativi sono:

  • l’aver incluso nell’ambito della consapevolezza sociale e come parte integrante di essa la CONSAPEVOLEZZA AMBIENTALE intesa come consapevolezza delle esigenze e degli interessi della Natura, facente parte insieme all’essere umano di un’ unica realtà “sociale” (dal latino socius = alleato). All’interno di questa macro competenza si colloca l’EMPATIA nei confronti delle diverse forme della Natura, degne di rispetto, di cura e attenzione e la COMPASSIONE, intesa come capacità di provare interesse amorevole e attivo non solo per gli esseri umani, ma anche per l’ambiente naturale.

  • L’aver aggiunto, di conseguenza, alla macro competenza “abilità sociali e gestione delle relazioni interpersonali” la dicitura “e con le altre forme della Natura”, ampliando la VALORIZZAZIONE DELLA DIVERSITÀ alle forme di vita “diversa”, come gli animali e le piante, che offrono enormi opportunità di crescita, sviluppo e benessere all’essere umano.

L’idea di Intelligenza Emotiva propria del Modello FOR MOTHER EARTH®, che si è basata sulle teorie di Salovey, Mayer oltre che di Goleman, si è via via integrata con altri Modelli Teorici:

 

la Programmazione Neuro Linguistica (P.N.L.) di J. Grinder, R. Bandler e di R. Dilts;

 

la Terapia Razionale Emotiva (R.E.T.) di A. Ellis, nella sua applicazione in campo educativo operata da Mario Di Pietro;

 

la Globalità dei Linguaggi (GdL) di Stefania Guerra Lisi;

 

su un substrato culturale ampio, profondo che passa attraverso:

 

Gianni Rodari, Mario Lodi, Maria Montessori, Rudolf Steiner, Don Milani, R. Feuerstein; l’approccio alla vita delle filosofie orientali; l’approccio affettivo-spirituale dei Nativi d'America e degli Indios dell'America del sud alla vita, all'ambiente e all'educazione; l’approccio scientifico-ambientalista alla natura; l’approccio psicosomatico all’essere umano e alla malattia…


 

[1] NELLA TABELLA COMPARE IN ROSSO tutto quello che differenzia la struttura dell’Intelligenza Emotiva FOR MOTHER EARTH® da quella di Goleman: in CORSIVO LE PARTI MODIFICATE, in GRASSETTO le parti nuove introdotte.

[2] E’ il concetto più innovativo del Modello FOR MOTHER EARTH®.

[3] Il concetto è in parte desunto da Salovey e Mayer ed è stato poi modificato nei termini in cui compare in questa Tabella.

[4] Come sopra.

[5] Come sopra.

[6] Come sopra.

[7] Come sopra.

[8] Presente in LAVORARE CON INTELLIGENZA EMOTIVA nei termini “assunzione delle responsabilità per quanto attiene alla propria prestazione”, non è più presente nel successivo ESSERE LEADER. Nel Modello FOR MOTHER EARTH® l’assunzione di responsabilità rispetto alla propria vita e alle scelte personali, consce o inconsce che siano, rimane parte fondamentale dell’Intelligenza Emotiva.

[9] In LAVORARE CON INTELLIGENZA EMOTIVA questa capacità è indicata e ben definita, mentre in ESSERE LEADER scompare. Si legge, infatti, che “Abbiamo ridotto da cinque a quattro le sfere che costituivano il modello di competenze di intelligenza emotiva, inserendo << motivazione>> nel <<controllo di sé>>.” Nel Modello FOR MOTHER EARTH®, pur essendo sempre quattro le sfere di competenze dell’Intelligenza Emotiva, è importante dare evidenza e spazio a sé stante a questo aspetto dell’Intelligenza emotiva, pur all’interno della sfera dell’AUTOCONTROLLO.

[10] In ESSERE LEADER la dicitura è “Orientamento al risultato: desiderio di migliorare le prestazioni personali per conformarsi al proprio modello di eccellenza”. Nel Modello FOR MOTHER EARTH® si utilizza in parte la dicitura presente in LAVORARE CON INTELLIGENZA EMOTIVA e in parte  quella presente in ESSERE LEADER, ma focalizzandosi sul desiderio di migliorare se stessi a tutto tondo.

[11] In ESSERE LEADER questa voce non compare più a se stante, ma viene inglobata nella ADATTABILITÀ.

Nel Modello FOR MOTHER EARTH® è invece importante mantenerla a sé stante.

[12] In Goleman non sono presenti i termini feedback, e lezione da imparare, che, invece, nel Modello FOR MOTHER EARTH® sono molto significativi.

[13] Il concetto è in parte desunto da Salovey e Mayer ed è stato poi modificato nei termini in cui compare in questa Tabella.

[14] E’un altro dei concetti innovativi e fondanti del Modello FOR MOTHER EARTH®.

[15] Questa capacità, che è ripresa e in parte modificata da  Salovey e Mayer, nel Modello FOR MOTHER EARTH® presuppone l’acquisizione di competenze nell’uso della globalità dei linguaggi per  comunicare e decodificare la comunicazione emotiva.

[16] Da non confondere con il significato corrente nella visione occidentale di pena per l’altro, che nasce dal suo significato etimologico di soffrire insieme all’altro “cum + pati” (latino cristiano). In Goleman questa capacità non compare. Nella traduzione italiana troviamo, all’interno di Empatia, la capacità di “interessarsi attivamente delle loro preoccupazioni”, che invece può facilmente ed erroneamente confondersi con il farsi carico dei problemi altrui, impedendo così la crescita in autonomia e responsabilità dell’altro.

[17] E’ un altro concetto innovativo del Modello FOR MOTHER EARTH®.

[18] Nel traduzione italiana di Goleman, LAVORARE CON INTELLIGENZA EMOTIVA, viene utilizzato il termine “indurre” che, in italiano, evoca l’idea di manipolazione dell’altro. Ecco perché nel Modello FOR MOTHER EARTH® si usa il termine suscitare.

[19] Anche la frase “impiego di strategie di persuasione efficienti” presente nella traduzione del suddetto testo, può evocare l’idea di manipolazione dell’altro. Da qui la scelta di termini assolutamente positivi nel Modello FOR MOTHER EARTH®.

 [20]Nel Modello FOR MOTHER EARTH® è fondamentale far acquisire competenze nell’uso della globalità dei linguaggi per comunicare e decodificare la comunicazione emotiva.

[21] In ESSERE LEADER, viene utilizzata la dicitura “riescono …a trovare un ideale comune che tutti siano disposti a sottoscrivere”.

[22] In LAVORARE CON INTELLIGENZA EMOTIVA questa capacità è un aspetto della MOTIVAZIONE, che costituisce una delle 5 dimensioni dell’Intelligenza Emotiva, mentre non la ritroviamo più in ESSERE LEADER. Nel Modello FOR MOTHER EARTH® viene collocata all’interno della dimensione ABILITÀ SOCIALI E GESTIONE DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI E CON LE ALTRE FORME DELLA NATURA.

[23] Nel traduzione italiana di Goleman, LAVORARE CON INTELLIGENZA EMOTIVA, si legge la frase “sfruttamento della diversità”. In italiano il termine sfruttamento ha una connotazione negativa, da qui l’uso del termine valorizzazione della diversità.

[24] E’un altro dei concetti innovativi del Modello FOR MOTHER EARTH®.

[25] Il Modello di D. Goleman si è trasformato, a partire dalla sua prima struttura descritta in INTELLIGENZA EMOTIVA, fino ad arrivare all’ultima definizione in ESSERE LEADER, passando attraverso l’approfondimento che ne ha fatto in LAVORARE CON INTELLIGENZA EMOTIVA.

[26] Come aveva già ampiamente dimostrato Gardner, che però non è arrivato a tanti lettori con le sue opere, tra cui FORMAE MENTIS.

 

Voce di Glossario curata da Carmela Lo Presti

 

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Ultimo aggiornamento: 02/10/2007

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